"C'è voglia di Francia. Ma quello che è sbagliato a Parigi sarebbe ancora più sbagliato a Roma. Visto che oltretutto qui da noi sarebbe qualcosa di illegale". Alex Bottoni, segretario del Partito Pirata italiano, candidato indipendente nelle liste di Sinistra e Libertà, liquida con una battuta la richiesta dell'associazione delle major discografiche e cinematografiche - la Fapav - avanzata alla Telecom perché consegni alla polizia l'elenco degli Ip - cioè gli identificativi - di tutti gli utenti del web "sospettati" di scaricare file illegali. In Francia, in base alla nuova normativa voluta da Sarkozy, basta che un utente sia "sospettato" e "richiamato" tre volte per essere bloccato in rete. Non potrà più accedervi. "In Italia, anche se le major lo vorrebbero, non esiste alcuna legge come quella francese. - dice ancora Bottoni - Non si capisce in base a cosa le major abbiano condotto indagini che avrebbero portato all'individuazione di sospetti. Se hanno sospetti, si rivolgano ai giudici. In uno Stato di diritto funziona così".
Questo duro scambio di battute testimonia quanto attuale sa la discussione sulle forme e i modi della lotta alla pirateria in rete. La Fapav parla di un danno di 530 milioni di euro. Cifre astronomiche ma molto probabilmente fasulle. "Proprio oggi, uno studio nordamericano considerato uno dei più attendibili, si è rivelato falso. Le cifre sparate dalla Conference Board erano state prese pari pari da un messaggio pubblicitario delle major". Il caso piu' clamoroso resta comunque quello del sito dei Pirati svedesi, "The PirateBay", condannati un mese fa da un tribunale di Stoccolma. Le case disocgrafiche chiedono di settimana in settimana di aumentare la multa a cui sono stati obbligati (oltre ad un anno di reclusione). E proprio per manifestare solidarietà ai "colleghi" svedesi - che si presenteranno alle europee, con sondaggi che li danno sopra il 5 per cento - i pirati italiani hanno organizzato due manifestazioni. Una a Roma, il 2 giugno, l'altra a Venezia, il 3. Parteciperanno Jon Cullbad e Johan Allgoth, di Embassy of Piracy svedese.
Questo duro scambio di battute testimonia quanto attuale sa la discussione sulle forme e i modi della lotta alla pirateria in rete. La Fapav parla di un danno di 530 milioni di euro. Cifre astronomiche ma molto probabilmente fasulle. "Proprio oggi, uno studio nordamericano considerato uno dei più attendibili, si è rivelato falso. Le cifre sparate dalla Conference Board erano state prese pari pari da un messaggio pubblicitario delle major". Il caso piu' clamoroso resta comunque quello del sito dei Pirati svedesi, "The PirateBay", condannati un mese fa da un tribunale di Stoccolma. Le case disocgrafiche chiedono di settimana in settimana di aumentare la multa a cui sono stati obbligati (oltre ad un anno di reclusione). E proprio per manifestare solidarietà ai "colleghi" svedesi - che si presenteranno alle europee, con sondaggi che li danno sopra il 5 per cento - i pirati italiani hanno organizzato due manifestazioni. Una a Roma, il 2 giugno, l'altra a Venezia, il 3. Parteciperanno Jon Cullbad e Johan Allgoth, di Embassy of Piracy svedese.

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