Gli effetti della crisi oggi si dispiegano nella loro più funesta influenza nella sfera politica, sociale ed economica. E’ una crisi che si deposita su una struttura democratica sempre più indebolita delle alterazioni materiali e formali del tessuto civile garantito dalla Carta Costituzionale ad opera dei partiti di governo e del loro capo.
Il Paese sprofonda ogni giorno di più. Siamo in una congiuntura che vede la silenziosa cancellazione di centinaia di migliaia di precari dal mercato del lavoro, di centinaia di migliaia di posti di lavoro al termine della cassa integrazione. Che investe il terreno della democrazia e della rappresentanza. Che ci vede in coda ai paesi europei impegnati ad affrontare la sfida economica ed ambientale, dei diritti e delle libertà, come risposta al fallimento della globalizzazione liberista che ha segnato questa fase.
La nostra politica, la sua dimensione di costruzione democratica e partecipata - che va ben oltre il giusto terreno della rappresentanza -, deve avere la capacità di indicare una prospettiva d’uscita alla crisi della sinistra. Il Paese che si mobilita nelle manifestazioni, nella crisi sociale acuta, non ha una connessione politica efficace con le forme della rappresentanza politica. La sinistra è la grande assente nella vita del paese e la stessa opposizione è indebolita dall’assenza della sinistra, essendo oggi occupata dal populismo dipietrista o dalle incertezze del PD, stretto tra una deriva sempre più moderata e la ricerca di una nuova, quanto incerta, identità.
Il popolo della sinistra però esiste, si mobilita nei conflitti e talvolta si mobilita anche in appuntamenti come quelli delle primarie del PD. Ecco perché sentiamo il dovere e il bisogno di proporre alle donne e agli uomini aderenti a Sinistra e Libertà di scegliere un terreno chiaro per la costruzione di SeL. L’Assemblea nazionale per la costituzione di Sinistra Libertà Ecologia dovrà comunque tenersi il 19 e 20 dicembre p.v., sulla base di un reale percorso aperto di partecipazione democratica. Delegati eletti dagli aderenti, piena sovranità delle strutture territoriali, un progetto politico culturale e un simbolo nella piena disponibilità degli aderenti sono per noi condizioni irrinunciabili per la costituzione di SEL del 19 e 20 dicembre. Anche per questo riteniamo che la campagna di adesione a SeL, decisa dall’Assemblea Nazionale di Bagnoli deve vedere l’attiva partecipazione di tutti i militanti dei territori nei tempi più brevi possibili.
Senza l’organizzazione di una soggettività politica autonoma non potremmo mettere in sicurezza il nostro progetto e la nostra vocazione che rimane unitaria e ricostruttiva della sinistra. Da qui dovrà discendere anche la piena autonomia di SEL nelle tredici competizioni regionali, dove deve essere garantita la piena disponibilità della presentazione di SEL in quanto tale. Vogliamo rivolgerci a che ci ha votato, a chi ci ha sostenuto e a quelli che vorremmo investire nel progetto di ricostruzione di una più ampia rappresentanza della sinistra. Affinché l’impegno di ciascuno e di tutti sia rivolto a dare un senso e una speranza alla rinascita civile, morale, culturale e politica del nostro Paese, a partire da un rafforzamento dell’azione di opposizione.
E’ così che intendiamo costruire Sinistra e Libertà. Per dare un contributo nella maniera più aperta, partecipativa e includente possibile, affinché il progetto politico in cui ci sentiamo impegnati sia corrispondente al bisogno di cambiamento profondo del Paese. La vera sfida che abbiamo davanti.
VOTATO ALL’UNANIMITA’
da 307 partecipanti in rappresentanza di 89 province e 15 regioni
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Tra ricatti, veti, ambiguità e tatticismi il "nuovo soggetto della sinistra" non riesce a uscire dalla culla
"Di fronte alla mobilitazione spontanea di molti lavoratori e lavoratrici, seguita proprio in questi giorni alla firma dell’accordo separato, è inammissibile che ora non si dia la parola al mondo del lavoro. E' una questione elementare di democrazia, e di democrazia sostanziale. Tanto più dopo un contratto che ha così drammaticamente deluso le speranza, le attese e i bisogni reali degli operai metalmeccanici". Lo ha dichiarato il Leader di Sinistra e Libertà Nichi Vendola, a Roma per partecipare alla manifestazione contro il razzismo. L'appello di Vendola è chiaro : che si promuova subito un referendum tra i lavoratori sull’accordo sottoscritto da Governo, Federmeccanica, Fim e Uilm, che ha indecorosamente escluso l'organizzazione sindacale più rappresentativa, la Fiom, e che nelle fabbriche ci si confronti finalmente sui contenuti e sulle piattaforme. In gioco non è solo un contratto, non è solo il salario, ma qualcosa di più significativo : il rapporto democratico tra i vertici della politica e le grandi masse popolari.Pagina 1 di 67